Venerdì 24 luglio PalermoToday ha pubblicato un articolo dedicato alle condizioni del Carro trionfale di Santa Rosalia che, dopo avere attraversato il centro storico durante il Festino del 14 luglio, si trova oggi al Foro Italico, come da tradizione.
L’articolo descrive un carro segnato da scritte, imbrattamenti e da quello che viene definito uno stato di incuria, soffermandosi in particolare sulle condizioni degli alberi e delle piante utilizzati per l’allestimento. La pubblicazione ha provocato numerose reazioni indignate e alimentato un dibattito sulla scelta di trasformare il Carro in una grande architettura vegetale.
Il progetto del Carro di quest’anno, firmato da Mario Cucinella Architects, si ispira infatti all’idea di Palermo come città-giardino. L’allestimento comprende oltre 150 esemplari distribuiti in circa 40 fioriere, selezionati in collaborazione con l’Orto Botanico di Palermo: lecci, lentischi, mirti, olivastri, agrumi, cipressi, rose, gigli, palme nane e numerose altre specie legate al paesaggio mediterraneo.
Proprio per la rilevanza simbolica e concreta di questo patrimonio vegetale, riteniamo necessario chiarire quale sia stato il ruolo di Metropolitree, quando sia cominciato il nostro intervento e che cosa stiamo facendo per cercare di salvare il maggior numero possibile di piante.
Metropolitree non ha curato il Carro fin dall’inizio
Nell’articolo Metropolitree viene indicata come associazione affidataria della cura del Carro.
È necessario, però, precisare un punto fondamentale: abbiamo ricevuto formalmente l’invito ad affiancare il Comune nella cura delle piante soltanto il 21 luglio, una settimana dopo la sfilata del Festino.
Abbiamo accettato di offrire il nostro supporto in maniera completamente volontaria.
Non possiamo quindi rispondere di ciò che è avvenuto prima del nostro coinvolgimento, né dei danni provocati fino a quella data dalle temperature eccezionali, dalla preparazione del Carro, dalla permanenza delle piante all’interno della struttura o dai diversi spostamenti effettuati.
Possiamo, però, raccontare con trasparenza ciò che stiamo facendo dal momento in cui siamo stati chiamati a intervenire.
Come stiamo curando le piante
Dal 21 luglio irrighiamo manualmente le piante ogni 24 –48 ore, modulando gli interventi in base alle temperature e alle condizioni riscontrate.
Abbiamo inoltre controllato il sistema di irrigazione interno del Carro, composto da una pompa e da una rete di tubazioni. Siamo intervenuti ripristinando la carica delle batterie e il livello dell’acqua all’interno della cisterna e adesso il sistema funziona correttamente.
Il Carro possiede anche un sistema virtuoso di recupero dell’acqua. Da qui a ottobre vigileremo affinché tutto continui a funzionare, limitando il più possibile gli sprechi.

Nasce il “Team Santuzza”
Per affrontare questa situazione abbiamo costituito una task force speciale, che abbiamo deciso di chiamare “Team Santuzza”. Il gruppo è formato dai volontari che, appresa la situazione, si sono messi spontaneamente a disposizione per aiutarci nella cura delle piante, nelle operazioni di irrigazione e nelle attività di controllo.
Oltre ai membri del direttivo di Metropolitree, desideriamo ringraziare pubblicamente: Dario Coroneo, Alberto Tarantino, Dario Campanella, Claudio Cassaro e Gaetano Alessio Perez. Il loro contributo dimostra che, anche davanti a una situazione complessa, esiste una parte della città disposta a non fermarsi all’indignazione e a trasformare la preoccupazione in partecipazione concreta. È esattamente da questo spirito che nasce il Team Santuzza: persone diverse che scelgono di dedicare tempo, energie e competenze alla salvaguardia di un bene che appartiene simbolicamente a tutta Palermo.
Non tutte le piante riusciranno a sopravvivere
È necessario essere onesti: alcune piante sono già secche ( i melograni ad esempio) e altre potrebbero non farcela.
Il caldo record di questo luglio, la preparazione del Carro e i diversi spostamenti hanno sottoposto alberi e arbusti a uno stress notevole.
Ma questo non rende inutile il nostro intervento.
Ogni pianta che riusciremo a salvare darà valore al lavoro dei volontari, all’acqua utilizzata, al tempo dedicato e alla possibilità di trasformare un allestimento temporaneo in una risorsa permanente per Palermo.
Dichiarare che ormai sia tutto perduto sarebbe il modo più semplice per giustificare l’assenza di qualsiasi intervento. Noi abbiamo scelto di provare.

Dal Carro alle strade della città
In cambio del nostro supporto, abbiamo chiesto al Comune di poter recuperare le piante e inserirle, a partire dall’autunno, negli interventi di messa a dimora che stiamo già programmando in città.
L’obiettivo è fare in modo che gli alberi utilizzati per il Carro di Santa Rosalia non esauriscano la propria funzione al termine del Festino, ma possano trovare una nuova collocazione nelle strade, nei giardini e negli spazi pubblici della città.
Un elemento nato per un’installazione simbolica e temporanea potrebbe così trasformarsi in un beneficio concreto e duraturo per Palermo.
Le piante che riusciranno a superare questa fase potranno continuare a vivere all’interno della città, restituendo nel tempo ombra, ossigeno, biodiversità e qualità urbana.
Il bene comune riguarda tutti
Non intendiamo entrare nel merito delle scritte presenti sul Carro o della loro natura. Alcune sono state interpretate come imbrattamenti, altre come messaggi di devozione ed ex voto rivolti alla Santuzza.
Esiste, però, una riflessione che non possiamo evitare.
Finché non comprenderemo che la cura e il decoro dei beni comuni dipendono anche dal comportamento di ciascuno di noi, episodi di danneggiamento, abbandono e incuria continueranno a ripetersi.
Prima di attaccare, criticare o dichiarare che queste piante siano ormai morte, dovremmo chiederci che cosa possiamo fare per evitarlo.
Prima di indignarci per gli atti vandalici o per le mancanze dell’amministrazione, dovremmo domandarci quanto ognuno di noi stia contribuendo a vigilare sulla Santuzza e sul patrimonio materiale e simbolico che rappresenta.
Prima di dire «non è compito mio», dovremmo ricordare che, formalmente, non sarebbe neanche compito nostro.
Oppure dovremmo arrivare alla conclusione opposta: è compito di tutti noi.
Essere cittadini significa partecipare
Essere cittadini non significa soltanto segnalare ciò che non funziona.
Significa anche intervenire, quando possibile, affinché le cose possano funzionare meglio.
Come comunità non possiamo delegare ogni responsabilità all’amministrazione pubblica. Le istituzioni hanno compiti e doveri precisi, che devono essere rispettati, ma una città più curata, più verde e più vivibile nasce anche dalla partecipazione attiva delle persone che la abitano.
Essere parte di una città dovrebbe significare proprio questo: non limitarsi a osservarla, criticarla o raccontarne i problemi, ma scegliere di prendersene cura.
Metropolitree e il Team Santuzza continueranno a lavorare per garantire la sopravvivenza del maggior numero possibile di piante e per favorirne la futura ricollocazione negli spazi urbani.
Ma per riuscirci abbiamo bisogno dell’aiuto di Palermo.
Se pensi di poterci dare una mano, unisciti a noi.
Il tuo tempo e il tuo impegno potranno aiutarci a salvare più piante e, un passo alla volta, a rendere Palermo una città migliore.

